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1. L'ADESIONE

1.a. Chi può aderire?

  • Chi può aderire a SEND?
A SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) possono aderire le amministrazioni di cui all’art. 26 del D.L. 76/2020, comma 2, lettera c) ovvero: le Pubbliche Amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli agenti della riscossione e, limitatamente agli atti emessi nell'esercizio di attività di riscossione ad essi affidate, i soggetti di cui all'articolo 52, comma 5, lettera b), numeri 1), 2), 3) e 4), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
Con la sottoscrizione della lettera di adesione i soggetti aderenti dichiarano ai sensi del DPR 445/2000 di rientrare nella definizione di amministrazione di cui sopra e meglio specificata anche di seguito.
  • Quali sono le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165?
Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi: gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado; le istituzioni educative; le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo; le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni; le istituzioni universitarie; gli Istituti Autonomi Case Popolari (IACP); le Camere di Commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni; tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali; le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale; l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che svolgono attività a carattere tecnico-operativo di interesse nazionale, in atto esercitate da Ministeri ed enti pubblici e operano al servizio delle amministrazioni pubbliche, comprese quelle regionali e locali.
  • Oltre alle pubbliche amministrazioni, quali altri soggetti possono aderire a SEND?
Possono aderire a SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) anche: - gli agenti della riscossione; - altri soggetti ai quali può essere affidata l’attività di riscossione, e segnatamente:
  1. 1.
    i soggetti iscritti nell'albo istituito dal MEF
  2. 2.
    i riscossori stabiliti in un Paese membro dell'Unione Europea previa presentazione di certificazione rilasciata dalla competente autorità del loro Stato di stabilimento;
  3. 3.
    le società a capitale interamente pubblico, a condizione che: - l'ente titolare del capitale sociale eserciti sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi; - la società realizzi la parte più importante della propria attività con l'ente che la controlla; - svolga la propria attività solo nell'ambito territoriale di pertinenza dell'ente che la controlla.
  • Una società privata può aderire a SEND?
Una società privata può aderire a SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) solo se è iscritta nell’albo istituito presso il MEF.
  • Una società a capitale pubblico può aderire a SEND?
Una società a capitale pubblico può aderire a SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) solo se è a capitale interamente pubblico ed esercita attività inerente la riscossione, a condizione che:
  1. 1.
    l'ente titolare del capitale sociale eserciti sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi;
  2. 2.
    la società realizzi la parte più importante della propria attività con l'ente che la controlla;
  3. 3.
    svolga la propria attività solo nell'ambito territoriale di pertinenza dell'ente che la controlla.
  • Gli ordini professionali possono aderire a SEND?
In base a quanto previsto dalla normativa di riferimento (art. 26, comma 2, lettera c del D.L. 76/2020 e art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001), possono aderire a SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) anche gli enti pubblici non economici. A tale categoria sono riconducibili gli ordini professionali che, pertanto, possono aderire alla suddetta piattaforma.
  • Le casse di previdenza possono aderire a SEND?
Le casse di previdenza non possono aderire a SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) in quanto non rientrano né nella definizione di pubblica amministrazione di cui all'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001 stante la loro natura privatistica, né fra gli altri soggetti titolati ad aderire ai sensi dell’art. 26, comma 2, lettera c del D.L. 76/2020.
  • Un soggetto a cui è stata affidata l’attività di riscossione ai sensi dell'art. 52, comma 5, lettera b, del D.Lgs. n. 446/1997 (c.d. “Riscossore”) può aderire a SEND a prescindere dal fatto che l’Ente Locale gli abbia attribuito tale compito con la modalità “in concessione” o “a supporto”, ossia, rispettivamente, con o senza un trasferimento di poteri pubblici da parte dell'Ente?
L’art. 52, comma 5, lettera b, del D.Lgs. n. 446/1997 prevede la possibilità per l’Ente Locale di “affidare a terzi, anche disgiuntamente, l'accertamento e la riscossione dei tributi e di tutte le entrate, le relative attività sono affidate, nel rispetto della normativa dell'Unione europea e delle procedure vigenti in materia di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali”, senza precisare che l’affidamento debba avvenire con una specifica modalità.
Pertanto, a prescindere dalle modalità di affidamento “a supporto” o “in concessione”, il Riscossore può aderire a SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.), limitatamente all'esercizio di attività di riscossione allo stesso affidate, sottoscrivendo a tal fine la lettera di adesione in qualità di mittente.
  • In caso di affidamento dell’attività di riscossione a un soggetto terzo ai sensi dell’art. 52, comma 5, lettera b, del D.Lgs. n. 446/1997 (c.d. “Riscossore”) mediante una delle due modalità “In concessione” o “a supporto”, si conferma che il soggetto mittente è il Riscossore?
Si.
  • In caso di affidamento dell’attività di riscossione a un soggetto terzo ai sensi dell’art. 52, comma 5, lettera b, del D.Lgs. n. 446/1997 (c.d. “Riscossore”) mediante una delle due modalità “in concessione” o “a supporto”, spetta al Riscossore il rimborso pari ad 1 euro per i costi, sostenuti dai mittenti, per l’elaborazione degli atti (artt. 3, comma 1, lett. a, e 5, comma 1, lett. a, del Decreto 30 maggio 2022)?
Si, in quanto è il Riscossore che sottoscrive la lettera di adesione e si qualifica come mittente.

1.b. Come aderire?

  • Come aderire a SEND?
Per poter depositare notifiche sulla piattaforma, una Pubblica Amministrazione deve per prima cosa completare il processo di adesione all’Area Riservata messa a disposizione da PagoPA attraverso il portale Self Care.
Qualunque operatore in possesso dei dati dell’Ente Mittente intenzionato ad aderire a SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) può essere incaricato dall’ente stesso a operare materialmente all’interno dell’Area Riservata per compilare il contratto di adesione che, in ogni caso, dovrà essere sottoscritto digitalmente dal Legale Rappresentante dell’ente.
I dati del singolo ente aderente necessari all’interno dell’Area Riservata sono:
  • denominazione/ragione sociale del Mittente Aderente;
  • Codice Fiscale/Partita IVA;
  • sede legale;
  • nome, cognome, Codice Fiscale, mail professionale/istituzionale dei soggetti che ricoprono il Ruolo di Amministratore, quali utenti del Portale che possano operare sullo stesso e su SEND per conto del Mittente Aderente e di tutti coloro che potranno accedere alla piattaforma nei ruoli di Referente amministrativo e Referente tecnico.
L'Area Riservata è un portale web dedicato a tutti gli enti che collaborano con la Società PagoPA S.p.A.
  • Il Comune deve indire una gara pubblica per aderire a SEND?
Il Decreto n. 58, 8 febbraio 2022, affida alla Società PagoPA S.p.A. "Gestore della Piattaforma", lo sviluppo, l’operatività e la manutenzione della Piattaforma Notifiche Digitali (c.d. SEND) per la semplificazione e digitalizzazione del processo di notificazione digitale a cittadini e imprese.
L’affidamento ex lege delle attività di cui sopra, in via esclusiva alla Società di cui all'articolo 8, comma 2, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12 (PagoPA S.p.A.), giustifica che l'adesione alle Piattaforme di Stato ad essa affidate per legge, incluso SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) avvenga senza procedure di gare pubbliche bandite dagli enti locali aderenti anche per contratti sopra soglia.
Infatti, l’art. 9 del D.lgs. 50/2016 (Codice dei Contratti Pubblici), nonché l’art. 56, co.1, lett. a) D.lgs. 36/2023 del Nuovo Codice dei Contratti Pubblici, prevedono che le disposizioni dei suddetti Codici, relative a settori ordinari e speciali, non si applicano agli appalti pubblici di servizi aggiudicati da un'amministrazione aggiudicatrice, a un’altra amministrazione aggiudicatrice, a un ente che sia amministrazione aggiudicatrice o a un'associazione di amministrazioni aggiudicatrici in base a un diritto esclusivo di cui esse beneficiano in virtù di disposizioni legislative, regolamentari o di disposizioni amministrative.
Pertanto, considerato che PagoPA, ai sensi dell’art. 1, comma 402 della Legge n.160/2019 e dell’art. 26 del D.L. 16 luglio 76/2020, convertito dalla L. 120/2020, è titolare di un diritto esclusivo nello sviluppo e gestione della piattaforma digitale per le notifiche, l’accordo di adesione alla suddetta piattaforma da parte di amministrazioni aggiudicatrici è sottratto alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici ai sensi dell’art. 9 D.lgs. 50/2016 e dell’art. 56, co.1, lett. a) D.lgs 36/23 (c.d. nuovo codice appalti).
Ne consegue che, ai fini del perfezionamento dell’accordo, è sufficiente la sottoscrizione del contratto per adesione da parte del soggetto interessato all’adesione.

2. LA NOTIFICAZIONE

  • La notifica digitale potrà avere come destinatari anche le persone giuridiche?
Le notifiche potranno essere inviate in formato digitale sia alle persone fisiche sia alle persone giuridiche. A tal proposito è in corso di implementazione l’integrazione con INI-PEC (domicili digitali persone giuridiche) e Registro delle Imprese.
  • In cosa consiste l'avviso di cortesia?
La comunicazione di cortesia, che il destinatario della notifica può ricevere su IO, l'app dei servizi pubblici, via mail o tramite SMS, contiene il link per la consultazione della notifica e dei documenti allegati sulla piattaforma, mediante un codice che identifica la notifica (IUN). Se la notifica prevede un pagamento, questo potrà essere effettuato direttamente sulla piattaforma pagoPA.
  • In caso di recapito per via “analogica”, oltre alle spese di notificazione cartacea, saranno sostenuti anche i costi relativi alla notificazione digitali?
L'ammontare delle spese di cui all'art. 2 del Decreto Costi del 30/05/2022 è fissato nella misura di euro 2,00 per ciascuna notifica effettuata tramite SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) Tale costo si andrà a sommare alle spese sostenute in caso di notificazione analogica.
A discrezione della Pubblica Amministrazione mittente, i costi di notifica possono essere interamente o in parte ripetuti verso il destinatario.
  • Come viene gestito l’esito sconosciuto?
Il D.L. n.76/20, all’Art. 26, c. 7 prevede che, qualora non sia possibile il recapito del plico contenente l'avviso di avvenuta ricezione all'indirizzo indicato, per cause diverse dalla temporanea assenza o dal rifiuto del destinatario o delle altre persone alle quali può essere consegnato il plico, l'addetto al recapito postale svolge in loco ogni opportuna indagine per accertare l'indirizzo dell'abitazione, ufficio o sede del destinatario irreperibile.
Gli accertamenti svolti e il relativo esito sono verbalizzati e comunicati al gestore della piattaforma. Ove dagli accertamenti svolti dall'addetto al recapito postale ovvero dalla consultazione del Registro dell'anagrafe della popolazione residente o dal Registro delle imprese sia possibile individuare un indirizzo del destinatario diverso da quello al quale è stato tentato il precedente recapito, il gestore della piattaforma invia a tale diverso indirizzo l'avviso di avvenuta ricezione; in caso contrario, deposita l'avviso di avvenuta ricezione sulla piattaforma e lo rende così disponibile al destinatario.
Il destinatario che incorra in decadenze e dimostri di non aver ricevuto la notifica per causa ad esso non imputabile può essere rimesso in termini. L'avviso contiene l'indicazione delle modalità con le quali è possibile accedere a SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) e l'identificativo univoco della notificazione (IUN) mediante il quale il destinatario può ottenere eventualmente anche la copia cartacea degli atti oggetto di notificazione.
  • Come viene gestita la notifica a destinatari di cui è nota l’irreperibilità?
Le norme di riferimento sono l’art. 26, comma 7, del D.L. 76/2020 e l’art. 6 del DPCM n. 58/2022.
In particolare, la seconda norma impone alla PA mittente, in sede di predisposizione della notifica su SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) di fornire obbligatoriamente un indirizzo fisico del destinatario, presso il quale verrà effettuato il primo tentativo di recapito.
Invece la prima norma - applicabile anche alla casistica dell’irreperibilità assoluta conclamata in ANPR - prevede che, se non è possibile recapitare il plico contenente l’AAR all’indirizzo del destinatario indicato dalla PA mittente in sede di predisposizione della notifica su SEND per cause diverse dalla temporanea assenza oppure dal rifiuto del destinatario/delle altre persone alle quali può essere consegnato, l'addetto al recapito postale svolge in loco ogni opportuna indagine per accertare un nuovo indirizzo del destinatario irreperibile. In assenza di un nuovo indirizzo rinvenuto dal recapitista e trascritto nel relativo verbale, il gestore verifica in ANPR (per destinatari persone fisiche) ovvero in registro imprese (per destinatari persone giuridiche) se esiste un indirizzo diverso da quello fornito dalla PA mittente in sede di predisposizione della notifica su SEND.
Precisato quanto fin qui esposto, laddove la PA: 1. debba eseguire una notifica ad un destinatario persona fisica; 2. non sia in possesso di un domicilio fisico eletto dal destinatario presso la stessa PA; e 3. accedendo ad ANPR verifichi che il destinatario risulti già essere accertato come irreperibile assoluto; per poter avviare la notifica tramite SEND (rectius: fornire in via obbligatoria in sede di predisposizione della notifica su SEND un indirizzo fisico dove eseguire il primo tentativo di recapito) la PA mittente, attraverso il certificato di residenza storico, dovrà risalire all’ultimo indirizzo di residenza noto e fornire alla piattaforma tale indirizzo fisico per avviare l’iter di notifica.
  • E’ possibile notificare tramite SEND il preavviso di ipoteca e il fermo amministrativo?
L’art. 26, comma 17, del D.L. n. 76/2020 esclude l’utilizzo di SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) per le notifiche relative a:
  • gli atti del processo civile, penale, per l’applicazione di misure di prevenzione, amministrativo, tributario e contabile;
  • gli atti della procedura di espropriazione forzata disciplinata dal titolo 2, capi 2 e 4, del D.P.R. n. 602/1973, diversi da quelli di cui all’art. 50, commi 2 e 3, e all’art. 77, comma 2-bis.
Ciò premesso, si segnala che il preavviso di ipoteca è disciplinato dall’art. 77, comma 2-bis, del predetto D.P.R. n. 602/1973 e che il fermo amministrativo è disciplinato all'art. 86 del D.P.R. n. 602/1973, rubricato al titolo 2, capo 3; la notifica tramite SEND è, pertanto, ammessa per entrambi.
  • Come avviene una notifica alla società presso il curatore fallimentare?
Tramite SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) non è possibile notificare un atto destinato ad una persona giuridica (es. società Alfa) presso una persona fisica (es. presso il curatore Mario Rossi).
É, tuttavia, possibile notificare direttamente alla persona fisica, specificandone la qualità nell’atto notificato.
Pertanto, se una PA mittente ha la necessità di notificare un atto al curatore di una società dovrà indicare come destinatario la persona fisica (es. Mario Rossi quale professionista incaricato) e specificare direttamente nell’atto notificato la sua qualità (es. curatore della società Alfa), non essendo prevista su SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) l’indicazione di tale specifica “qualità” né nella fase di compilazione della notifica, né nelle attestazioni opponibili ai terzi, né nell'AAR.
  • Cosa succede in caso di malfunzionamento della piattaforma?
Il Decreto Legge n. 76/20 (c.d. Decreto Funzionamento) all’art. 26, comma 13 prevede che laddove il malfunzionamento della piattaforma (attestato dal gestore con un atto opponibile a terzi), renda impossibile l'inoltro telematico, da parte dell'amministrazione, dei documenti informatici destinati alla notificazione ovvero, al destinatario e al delegato, l'accesso, il reperimento, la consultazione e l'acquisizione dei documenti informatici messi a disposizione, comporta:
a) la sospensione del termine di prescrizione dei diritti dell'amministrazione correlati agli atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni oggetto di notificazione, scadente nel periodo di malfunzionamento, sino al settimo giorno successivo alla comunicazione di avvenuto ripristino delle funzionalità della piattaforma;
b) la proroga del termine di decadenza di diritti, poteri o facoltà dell'amministrazione o del destinatario, correlati agli atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni oggetto di notificazione, scadente nel periodo di malfunzionamento, sino al settimo giorno successivo alla comunicazione di avvenuto ripristino delle funzionalità della piattaforma.

3. ALTRI ASPETTI DI INTERESSE

  • Come è regolata l'anticipazione della commessa per gli Enti che intendano aderire a SEND?
Il regime dell'anticipazione è disciplinato in base a quanto previsto dall’articolo 6, comma 1, del Decreto Costi (Decreto 30 maggio 2022 emanato dalla Presidenza Del Consiglio Dei Ministri - Dipartimento per La Trasformazione Digitale). All’atto di ciascuna commessa relativa agli atti avviati alla notifica, i mittenti anticipano al gestore (di seguito “PagoPA S.p.A.”) di SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.):
  • il 30% dell'ammontare delle spese relative a ciascuna notifica;
  • il 30% dei costi relativi alla notifica degli avvisi in formato cartaceo, calcolato dalla Pubblica Amministrazione mittente sulla base della percentuale degli invii cartacei effettuati nell'anno antecedente a quello della commessa stessa.
Ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del Decreto Costi, entro 30 (trenta) giorni dalla verifica di regolarità delle prestazioni relative a ciascuna commessa, i mittenti versano a PagoPA S.p.A. il saldo dell'importo dovuto a consuntivo relativamente alle prestazioni suddette.
Tuttavia, in virtù di quanto previsto dall’art. 6, comma 3, del Decreto Costi, sull'ammontare dell'anticipazione e i tempi del saldo e del rimborso dei costi relativi alla notifica degli avvisi, sono fatti salvi i diversi accordi tra PagoPA S.p.A. e la PA mittente, contenuti nella relativa lettera di adesione (cfr. art. 2, commi 6 e ss.).
  • Gestione dei ricorsi
L’ente mittente rimarrà in qualsiasi caso la Pubblica Amministrazione verso la quale è verosimile che vengano indirizzate le istanze dei cittadini in sede di contenzioso. Qualora il contenzioso si riferisca al funzionamento del servizio di notificazione tramite SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) e alle attività direttamente effettuate dal gestore della stessa, la Società PagoPA S.p.A. potrà essere coinvolta in sede di contenzioso. A tal proposito si richiama il disposto dell’art. 13, co. 2, del Decreto del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale 58/2022, in virtù del quale “Il gestore della piattaforma è responsabile del corretto funzionamento del servizio di notificazione tramite la piattaforma e delle attività direttamente effettuate, fatte salve le responsabilità dell'operatore postale ovvero del gestore del fornitore del servizio universale per le attività di rispettiva competenza”.
Sulla base della disposizione citata, ferma restando la legittimazione passiva dell’ente mittente, in sede di eventuale contenzioso, nel caso in cui il vizio rilevato non sia imputabile all’ente ai fini di un eventuale annullamento della notifica, questo potrà avere azioni di regresso nei confronti del gestore della piattaforma, dell'operatore postale ovvero del fornitore del servizio universale, a seconda del soggetto a cui il vizio di notifica risulti imputabile.
  • Come funziona l’integrazione a SEND per atti che prevedono un pagamento?
L’integrazione prevista per gli atti che richiedono un pagamento è quella automatica secondo cui i sistemi informatici di SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) sono messi in comunicazione con quelli dell’ente. Questa tipologia di integrazione prevede la gestione automatica sia dello stato della notifica, con relativo recupero delle attestazioni comprovanti la regolare esecuzione della notifica, sia dell’attualizzazione dei costi di notifica. Esistono le seguenti sotto-varianti di questa integrazione automatica, che differiscono per la modalità di aggiornamento del costo di notifica e per il numero di servizi informatici presso i sistemi dell’ente o del fornitore che gestisce gli stessi per suo conto:
  1. 1.
    Aggiornamento sulla base delle informazioni di cambio stato della notifica
Si tratta del caso in cui il fornitore collegato alla piattaforma ha evidenza delle variazioni di stato di ogni singola notifica, incluse quelle che comportano un cambio del costo della notifica stessa. In caso di ricezione di un cambio di stato della notifica, il fornitore dovrà ricalcolare l’ammontare delle posizioni debitorie, contattando il sistema di gestione delle stesse (ex. Gestionale delle Multe) per provvedere alla loro attualizzazione con i costi di notifica.
Con questa soluzione è, pertanto, solamente il fornitore a doversi rapportare con SEND. È fondamentale che l’ente garantisca sempre l’aggiornamento della posizione debitoria in tempi ristretti e che si assuma il rischio di eventuali pagamenti su posizioni debitorie non aggiornate, in quanto se il destinatario della notifica, effettuasse il pagamento pagoPA nel tempo che intercorre tra l’evento che determina un cambio di costo e l’effettiva attualizzazione della posizione debitoria, il destinatario non pagherebbe l’ammontare corretto.
  1. 2.
    Aggiornamento all'atto del pagamento
L’attualizzazione della posizione debitoria è prevista all’atto del pagamento pagoPA, annullando di fatto la possibilità che il destinatario paghi un importo non corretto. Per permettere l’attualizzazione, SEND prevede un'API che, dati gli estremi di un avviso pagoPA, restituisce il costo della notifica associata a quel pagamento. Per permettere al sistema informatico che gestisce le posizioni debitorie di utilizzare correttamente questa API è obbligatorio che lo stesso sia a conoscenza del fatto che un avviso pagoPA debba essere o meno attualizzato con i dati forniti dalla piattaforma.
Il contatto con SEND può avvenire richiedendo l’informazione al sistema di gestione dell’atto, che si fa attraverso la piattaforma stessa. L'attualizzazione deve avvenire in uno SLA di due secondi.
  • Come funziona l’integrazione a SEND per atti che non prevedono un pagamento?
Per questa casistica è possibile effettuare l’integrazione Manuale, che non prevede alcuna forma di comunicazione tra i sistemi informatici di SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) e quelli dell’ente, escludendo quindi la possibilità di verificare automaticamente lo stato della notifica stessa. Tale verifica richiede pertanto l’accesso manuale alle notifiche e l’eventuale recupero, anch’esso manuale, delle attestazioni comprovanti la regolare esecuzione della notifica.
La scelta di questa modalità d’integrazione comporterebbe la necessità di pianificare una successiva attività di sviluppo per consentire all’Ente, in un secondo momento, di gestire tramite SEND anche i casi d’uso che richiedono un pagamento e per i quali non è possibile predeterminare l’ammontare che deve essere versato dal destinatario.
  • L'obbligo di conservazione degli atti oggetto di notificazione tramite SEND rimane in capo al soggetto Mittente o, essendo tali atti trasmessi a SEND, tale obbligo rimane in capo al gestore della piattaforma (c.d. “Gestore” )?
Ai sensi dell’art. 15 del DPCM n. 58/2022, il Gestore conserva gli atti oggetto di notifica su SEND - Servizio Notifiche Digitali (anche nota come Piattaforma Notifiche Digitali di cui all'art. 26 del decreto-legge 76/2020 s.m.i.) per 120 giorni decorrenti dal perfezionamento della notifica per il destinatario. Pertanto, l’obbligo di conservazione degli atti rimane in capo anche al mittente in quanto decorso il suddetto periodo di 120 giorni, il destinatario interessato a recuperare i relativi atti si rivolgerà direttamente al mittente.
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